Sconfiggere il traffico con la condivisione

L’israeliana Waze è una startup che in 5 anni ha conquistato 46 milioni di utenti in tutto il mondo, 3 in Italia. Un Gps in forma di app gratuita sviluppata per raccogliere dati sul traffico dagli utenti che attualmente dà lavoro a 100 persone.

Ehud Shabtai, 35 anni, è un ingegnere informatico che non si è mai abituato al traffico e agli autovelox di Tel Aviv. Nel 2008, stanca di vederlo rincasare nervoso, la sua ragazza gli ha regalato un navigatore Gps per celebrare il suo ventottesimo compleanno. Il regalo piacque a Ehud, ma conoscere le strade da percorrere non gli bastò ad evitare i fastidi dello scorrimento a singhiozzo della capitale economica di Israele. Voleva qualcosa di più ma che ancora non c’era.
Decise di crearlo reinventando il concetto di navigatore satellitare. Di farne uno che avesse più “i piedi per terra”. Immaginò una comunity di automobilisti che si scambiavano informazioni in tempo reale su code, incidenti, posti di blocco e percorsi alternativi per arrivare a destinazione. Un sistema basato sul crowdsourcing capace di migliorare la viabilità di tutti.

Qualche mese dopo è nato Waze, di cui ora è Cto. Una comunity che in cinque anni ha allargato i suoi confini a tutto il mondo.
Shabtai ha creato un’app gratuita per iOS e Android. E’ simile ad un navigatore. Si calcola un percorso e ci si avvia. Ma effettuando un login tramite Facebook si ha la possibilità di vedere se un utente ha segnalato sullo stesso percorso una coda o un ingorgo e cambiare strada cercando percorsi alternativi. E magari ringraziarlo del suggerimento.
Stessa cosa avviene se la polizia stradale sta effettuando un posto di blocco o ha fissato un autovelox. Una versione digitale delle vecchie segnalazioni coi fari abbaglianti.

“Waze è nata per permettere un nuovo metodo di mappatura dei percorsi” dice Uri Levine, 48 anni, cofondatore e presidente di Waze, a Startupitalia! “Crediamo che oggi, da quando abbiamo raggiunto il vasto pubblico, le nostre informazioni sul traffico siano tanto complete e ricche da migliorare il flusso del traffico nelle maggiori aree metropolitane”.

Oggi 46 milioni di persone nel mondo usano Waze per il loro spostamenti. Tre milioni in Italia. Settantacinquamila sono i map editor, persone che caricano i propri percorsi sul sito mettendoli a disposizione della comunità. E ulteriori sviluppi sono già in programma, “Con un focus sugli automobilisti, tutto ciò che riguarda loro, dal parcheggio ad altri servizi”, aggiunge Levine. Sicuro che “Le smart citiy non abbiano bisogno di nuove app, ma di dati”.

La società israeliana ha attratto diversi venture capital americani e dà lavoro a 100 persone tra Tel Aviv, Palo Alto e New York. Il servizio riesce ad essere gratuito grazie alle inserzioni pubblicitarie geolocalizzate che crescono con la comunity. Un modello di business che funziona. Giovedì 9 maggio l’agenzia di stampa Reuters ha parlato anche di un’interesse di Facebook ad acquistare la società israeliana per un miliardo di dollari. I manager della società si sono chiusi in un rigoroso “no comment”. Ma non è la prima volta che rumors di imminenti acquisizioni hanno interessato Waze. A gennaio si è parlato di un interesse da parte della Apple, che avrebbe offerto una cifra pari alla metà di quella offerta dalla società di Mark Zuckerberg, che però si è concluso con un nulla di fatto.