La bicicletta con tecnologia spaziale

Nasce dai laboratori di un’azienda aerospaziale di Modugno (BA) una startup dedicata alla smart mobility. Esocialbike.com è mix hitech di microchip, sensori e “internet of things” che vuole rivoluzionare il concetto stesso di bici elettrica. Per poi puntare all’automotive.

Una tecnologia che arriva dallo spazio aiuterà a muovere le bici elettriche sulla terra ferma. Si chiama Bms (Battery Management System) e rende i motori delle biciclette intelligenti. Nata per altri scopi nei laboratori della Sitael di Modugno (BA), l’unica azienda italiana ad aver contribuito alla realizzazione del robot della Nasa Curiosity, è stata applicata alla smart mobility da Matteo Pertosa.

Lui, un ingegnere di 28 anni, è figlio di Vito Pertosa, founder di Sitael. Nel 2012 ha deciso di creare una sua startup, Esocialbike, usando alcune tecnologie dell’azienda. Oggi è in grado di offrire ai produttori di bici elettriche un sistema di controllo delle batterie al litio che ne migliora la resa e ne allunga la vita.

Esocialbike inserisce i dispositivi Bms all’interno delle bici elettriche. Si tratta di sensori che monitorano lo stato della batteria e permettono un utilizzo delle celle omogeneo e più efficiente. Inoltre controllano che il voltaggio della batteria non sia mai eccessivo, prevenendo rotture e malfunzionamenti. Un motore smart.

Fin qui la parte hardware. Esocialbike inoltre fa comunicare il motore al proprio smartphone attraverso bluethoot. Il cellulare si collega alla bici tramite un dispositivo sul manubrio. Sullo schermo, tramite una app, si possono controllare lo stato del motore, il livello della batteria, e l’autonomia. E in caso di rottura contattare il centro di riparazione più vicino.
Ma c’è anche una parte social, che poi dà il nome a Esocialbike. Si possono controllare i chilometri fatti, la velocità, il percorso, le mappe, e, trattandosi di un mezzo a zero emissioni di Co2, è possibile anche conoscere il numero di alberi salvati dalle proprie pedalate. Informazioni da condividere con gli amici sui social network, compresa la nuova piattaforma che Pertosa metterà on line a breve.

“Ciò che volevo era la gamification della bici elettrica”, spiega Pertosa, Rendendo giocoso l’utilizzo della bici, con premi ogni tot chilometri, sfide con gli amici e percorsi da inventare, Esocialbike vuole rompere il muro della diffidenza che ostacola la diffusione delle bici elettriche.
Ma c’è anche una matrice statunitense nella sua idea. Affonda le sue radici a San Francisco, dove nel 2011 Pertosa ha partecipato ad uno Startup accelerator program per social application. Qui ha approfondito i concetti di Internet delle cose (Internet of things), l’evoluzione della rete applicata agli oggetti che comunicano agli utenti dati su se stessi e il loro utilizzo. “E come la Nike lo ha applicato alle scarpe da running, io l’ho applicato alle bici” dice Pertosa.

E le auto? “Ci stiamo lavorando. Per ora questo sistema applicato solo alle bici perché il motore è più piccolo e più facile da controllare, oltre ad avere costi più contenuti. L’auto elettrica è più complessa, ma in linea teorica niente impedisce un suo sviluppo in questo senso” conclude Pertosa. Che intanto cerca di stringere accordi con alcune case produttrici di bici elettriche, con l’obiettivo di montare 25mila sistemi Esocialbike entro l’anno.