Professione Mobility Manager, lo startupper ad emissioni zero

Nel 2011 il milanese Thierry Boch ha fondato E-move.me: affitta e vende un mix di mezzi elettrici che permettono una mobilità sostenibile.

Thierry Boch ha 46 anni, un passato da manager della BMW e un presente in cui ha lanciato la sfida alla mobilità sostenibile puntando sui veicoli elettrici. Ha un’idea precisa di come ci sposteremo tra qualche anno e prova a spiegarla con un’immagine: un pendolare è pronto per uscire di casa e andare a lavoro. Scende in garage, verifica che la sua auto sia carica e stacca la presa.

Poi controlla anche il suo personal mover, è il nome di quei mezzi a due ruote condotti da una sola persona in piedi che sempre più spesso si vedono in centro, e lo mette nel portabagagli. Li userà entrambi. L’auto per arrivare in città, il mover per spostarsi nel traffico senza troppi impicci. Magari senza disdegnare i mezzi pubblici.

E’ questa idea che ha spinto Boch a cambiare lavoro, o meglio, a dedicare la propria esperienza nel mondo delle quattro ruote ad un nuovo modo di intendere la mobilità. Lui non ha dubbi: il futuro degli spostamenti sarà sempre un mix di diversi mezzi da usare. E di abitudini da cambiare. Ma questo non significherà necessariamente rinunciare alla mobilità privata. “Purché tutto sia a zero emissioni di Co2” dice scandendo bene ogni parola.

A Milano, dove è nato, ha fondato nel 2011 E-move.me . Con i suoi 4 collaboratori, tutti under 30, consiglia, vende, affitta mezzi di ogni brand che ha prodotto veicoli a zero emissioni. Non solo auto. Bici, scooter, persino monopattini che si muovono a batteria. Tutto declinato secondo le preferenze di ognuno: due o quattro ruote, motore o forza muscolare. Perché, precisa Boch “ciascuno ha le proprie esigenze, il proprio gusto e le proprie abitudini. Per questo vanno cercate soluzioni personali. Un po’ come fanno al Genius bar i tecnici della Apple”.

Difficile però convincere gli aficionados dei motori termici. La diffidenza c’è. Ed è tanta. “Quella della mobilità sostenibile” spiega Boch, “è una rivoluzione inevitabile, ma ci sono ancora tante resistenze”. In Italia nel 2012 si sono immatricolate meno di 500 auto elettriche. 36 a febbraio 2013. Numeri solo in parte spiegabili con un mercato dell’auto asfittico.
Per superare la diffidenza E-move.me punta su design e qualità del prodotto. E sulla speranza di fare dei veicoli elettrici un fatto di costume. Come è successo negli anni passati con il boom della telefonia mobile. Se tutti ce l’hanno non puoi farne a meno. “Non siamo la Svezia, o la Germania”, conclude Boch, “puntare solo sul fattore ambientale da noi non funziona. Il cliente italiano è attratto dalla bellezza, è un fatto culturale. Vincere il mercato italiano sarà una sfida difficile per queste tecnologie. Ma quando si vince in Italia, in genere, è facile vincere anche all’estero”.