«Cancellate i dubbi: l’automobile ad aria compressa è una realtà, si chiama AirPod e verrà prodotta in Sardegna»

Cyrill Guy Nègre, inventore di questo controverso e rivoluzionario brevetto, ci riprova con due progetti paralleli: in India con Tata Motors e in Italia con Air Mobility

«Non parliamo più di una bellissima idea virtuale. Alla fine dell’anno AirPod sarà ufficialmente un prodotto industrializzabile, prodotto a Bolotana, in Sardegna. I primi 5-6 mesi di futura produzione li abbiamo già impegnati con ordini nel portafoglio per circa 600 pezzi. Un turno di lavoro comprende per noi circa 1000 pezzi annui e quindi cercheremo di accelerare subito la produzione del secondo turno per soddisfare tutta la crescente richiesta del mercato». A parlare è Giovanni Monni, amministratore unico di Air Mobility, il consorzio isolano che ha ottenuto la licenza per produrre e vendere automobili ad aria compressa. L’incontro avviene nel suo studio di commercialista, a Cagliari, in una giornata calda di fine giugno e con un vento che spira con grande forza. I capelli bianchi, la mole di lavoro sulla scrivania e lo sguardo sicuro testimoniano un’esperienza di tanti anni, in un mondo che continua a cambiare ed evolvere.

Air-Powered-Car

Prototipi AirPod

Questo potrebbe essere l’epilogo di una storia iniziata nel 2001, con EOLO, la prima auto a possedere questo motore innovativo, progettato dall’ingegnere Cyrill Guy Nègre e brevettato dalla società francese MDI. Fu l’annuncio di una grande rivoluzione che finì, tristemente, in una bolla di sapone, tra accuse di complotti delle società petrolifere e problemi tecnologici di difficile risoluzione: il congelamento dei componenti a causa delle basse temperature e la quantità elevata di energia dispersa durante il ciclo dei pistoni, per fare qualche esempio. La produzione di EOLO, anche in Italia attraverso la Eolo Auto, fu promessa, ritardata e, infine, brutalmente cancellata.

«Abbiamo conosciuto l’ingegner Nègre attraverso un amico comune, un imprenditore bresciano che ha stretto rapporti con lui fin dal 2001. Insieme stavano mettendo a punto un veicolo più grosso, un bus cittadino. Un progetto accantonato per dare priorità all’AirPod un mezzo di trasferimento per uso personale. Il nostro amico comune è entrato nella nostra compagine per portare avanti questo prodotto e recuperare in un secondo tempo il progetto del bus».

Dopo la strana vicenda riguardante la EOLO questa storia ha collezionato diversi altri capitoli, simili fra loro, in cui gli annunci fatti da Nègre e dalla MDI non si tramutarono quasi mai in una vera realizzazione pratica. Alcune dimostrazioni, alcuni prototipi, alcune conferenze, tanta pubblicità, ma nessuna certezza. Non ci fu mai quella concretezza necessaria per poter scacciare i tanti dubbi su un progetto così controverso e discusso. Dubbi che il dottor Monni rigetta come ormai superati nonostante non sia ancora stato assemblato un vero esemplare di AirPod:

«Tutto questo tempo trascorso dai primi esperimenti è stato utilizzato per la ricerca e sviluppo della tecnologia e per risolvere i problemi iniziali. Attualmente noi abbiamo in corso di costruzione lo stabilimento nel centro della Sardegna mentre in Francia ci stanno preparando gli stampi, in modo da essere autonomi nella produzione della carrozzeria. Pensiamo di poter iniziare la produzione a fine anno. Tutto questo tempo tra settembre e dicembre lo utilizzeremo per fare le prime prove di stampa all’interno dello stabilimento che per allora sarà completato e attivo. In passato il problema più complesso è stato quello dell’eliminazione della formazione di ghiaccio nel travaso dell’aria dalla bombola al motore. Ma questa, e tutte le altre difficoltà, sono state risolte. Basti pensare alla Tata Motors che inizierà la produzione dei motori in serie per questa tecnologia, per l’India, a settembre. Loro contano di arrivare a produrre un milione di motori l’anno, chiaramente a regime. Questo ci conforta perché rappresenta l’esempio che questa tecnologia è davvero matura».

Il riferimento di Monni è alla Mini-Cat, evoluzione di EOLO, veicolo presentato al salone di Ginevra nel 2009 e che ebbe maggior fortuna rispetto al suo antesignano parente. La vendita della licenza alla Tata Motors, un’azienda indiana con una tradizione ingegneristica solida, rappresentò un primo passo per cercare di raggiungere traguardi meno fumosi e per dare maggiori certezze ai tentativi di Nègre. Oggi, dopo quasi cinque anni di duro lavoro, la Mini-Cat è in procinto di diventare un prodotto rifinito, pronto a invadere il mercato asiatico. Almeno secondo le parole dell’amministratore di Air Mobility.

Mini-cat in via di produzione in India

Mini-cat in via di produzione in India

 Ma se tutto ciò fosse vero, qual è l’innovazione più importante di questi modelli gemelli?

«L’innovazione più importante sta nel fatto che si sfrutta la tecnologia dell’aria compressa. Non è una tecnologia scoperta oggi perché risale agli inizi dell’Ottocento quando la si usava, anche qui in Sardegna, per i carrelli in miniera. Però per adattarla alla mobilità cittadina abbiamo dovuto aspettare l’invenzione dell’ingegner Nègre che, forte della sua esperienza in Formula Uno, ha cercato di travasare l’alta tecnologia di quei veicoli in un’automobile molto più piccola. Il desiderio  cioè di rendere questa tecnologia più popolare e contribuire all’abbattimento delle emissioni inquinanti in atmosfera da parte dei motori a combustione esterna. Questa tecnologia, usando solamente aria, non inquina e le sue emissioni sono pari a zero. Anche per produrre l’aria compressa, attraverso energia elettrica fornita da fonti rinnovabili, non si registrano inquinamenti di nessun genere. Si chiude cioè una sorta di filiera virtuosa. La forza vera, dunque, è quella di rendere la tecnologia dell’aria compressa usufruibile da tutte le tasche, da larghe masse con un grande e reale beneficio per l’ambiente».

Una rivoluzione dunque che potrebbe partire da Bolotana, un piccolo paese del centro Sardegna, situato in Provincia di Nuoro, che sfiora i 3.000 abitanti. Una zona particolarmente difficile in cui parrebbe complicato sviluppare un polo industriale forte e ben organizzato. Una scelta strana che Air Mobility giustifica con tre ordini di motivi assai diversi fra loro:

«In primo luogo perché volevamo fare un’azienda sarda che producesse innovazione in Sardegna e desse lustro alla nostra Regione. In secondo luogo perché Bolotana è in una posizione baricentrica e quindi ideale per muoversi in tutto il territorio con facilità. In terzo luogo, non ultimo per importanza, si tratta di una zona che poteva darci l’opportunità di attingere a qualche finanziamento pubblico, anche se non abbiamo ancora avuto aiuti da parte di nessuno. Ogni AirPod verrà realizzato attraverso le nostre uniche risorse personali. In più ci sembrava utile stanziarci nell’area industriale di Ottana, ultimamente molto depressa e dare così un segnale forte alle istituzioni. Il Comune di Bolotana ha espresso grande entusiasmo. La Provincia di Nuoro, dopo qualche ritardo amministrativo, ha capito la reale importanza del progetto».

Un’altra questione affrontata con Monni è quella relativa alla crescita del prodotto. AirPod, infatti, non è un progetto sviluppato in Open Source ma, al contrario, ha delle limitazioni rigide che non permettono il contributo di individui terzi.

«Noi siamo licenziatari e dobbiamo muoverci dentro i binari tracciati dalla licenza. Non possiamo delegare o collaborare con altri per sviluppare autonomamente il progetto. La casa francese ci ha però concesso di partecipare ad un partnerariato per eventuali sviluppi in altri settori, ad esempio la sperimentazione sul campo di un’altra tipologia di macchinario che si chiama Verdivap, per la sanificazione dei terreni agricoli e in particolare delle serre. La nostra è una licenza esclusiva per la Sardegna con la possibilità di vendere ovunque non ci siano altre licenze già concesse. In Italia, al momento, non ve ne sono altre. Noi abbiamo in mente di costruire un altro stabilimento per le macchine ad aria compressa con 4, 5 o 6 posti che sono previste nella gamma delle licenze fruibili da parte della IMD. Chiaramente, considerato il nostro mercato, sarebbe fortemente restrittivo per il nostro sviluppo realizzarle in Sardegna, così abbiamo chiesto e ottenuto dalla casa francese un’esclusiva per il territorio della Toscana. Sarà un progetto molto più grande ma che partirà due anni dopo la produzione dell’AirPod, essendo noi, come detto, imprenditori con risorse limitate. Lo finanzieremo con gli utili ottenuti da questo primo stabilimento di Bolotana».

Le strade delle città italiane sarebbero dunque pronte ad accogliere l’AirPod. Si tratta di un’auto di circa 280 kg in grado di trasportare due passeggeri e 500 litri di volume di carico. Numeri, per fare un paragone, molto superiori a quelli di una Smart che possiede un bagagliaio molto più piccolo. La velocità di punta è di 80 km/h che, per una macchina pensata per il traffico cittadino, è più che sufficiente. L’AirPod ha un’autonomia che varia dai 130 km ai 150 km, a seconda delle modalità d’uso e frequenza. Il rifornimento avviene in soli due minuti mediante trasferimento aria-aria in stazioni di servizio in cui le bombole sono state precedentemente caricate. Un tempo bassissimo se si pensa che le macchine elettriche ci mettono circa quattro ore per completare una ricarica. Questo tipo di automobile, inoltre, prevede la possibilità di avere una doppia alimentazione. Oltre al trasferimento appena descritto è possibile, infatti, utilizzare la corrente elettrica: tramite un cavo in dotazione alla macchina ci si può connettere ad una presa da 32 ampere e ottenere una potenza elettrica intorno ai 10 kw. Questo è possibile perché il motore brevettato da Nègre è in grado di trasformarsi in compressore invertendo il suo ciclo e rifornendo la bombola posta a bordo del veicolo. Sono previsti nove modelli per un costo di circa 7500 euro.

Cagliari: conferenza stampa  presentazione AirPod. fonte: sardanews.it

Cagliari: conferenza stampa presentazione AirPod. fonte: sardanews.it

Sinnova 14, seconda edizione del Salone dell’Innovazione della Sardegna, che si è appena concluso, ha ospitato uno stand dedicato ad AirPod e Air Mobility. Un’occasione per presentare l’idea ad un pubblico di curiosi e professionisti e ottenere così un riscontro ampio e particolareggiato:

«Un’esperienza molto positiva. Abbiamo avuto molti visitatori che hanno apprezzato la tecnologia e la possibilità di acquistare un veicolo pulito. Abbiamo ricevuto attestati di stima, molti incoraggiamenti e molti contatti di tipo commerciale. Questo è il futuro dell’automobile, senza alcun dubbio».

Eppure qualche punto interrogativo, per colpa di un passato in chiaroscuro, rimane intatto. Per concludere questa storia serve qualcosa di realmente tangibile, un prodotto finito e funzionante che possa dare radici a parole che facilmente si disperdono nell’aria, compressa o no.

moncler outlet
moncler piumini
moncler outlet online
moncler outlet
piumini moncler
moncler sito ufficiale
moncler milano
moncler uomo