Droni che solcano i mari

Saranno droni a muovere i cargo via mare. Niente equipaggio, ma tutto in un’app. E’ la sfida della Rolls Royce alla marina del nuovo millennio

 

barche droni

Navi cargo mosse con con un’app. Rotte decise da terra con lo smartphone. Niente mozzi né capitani ma imbarcazioni semoventi. E’ lo scenario che immaginano i manager di Rolls Royce.  Il colosso britannico ha deciso di puntare sulla costruzioni di navi droni per il trasporto di merci in tutto il mondo. Lo scenario che si prospetta è che trasportare merci da una parte all’altra del globo via mare potrebbe diventare semplice come scaricare un’app. Un ordine online. Un click.


Secondo quanto ha riportato l’agenzia Bloomberg, Rolls Royce è decisa a rivoluzionare il trasporto via mare abbattendo i costi di gestione dei cargo e automatizzando l’intero processo di carico, trasporto e scarico delle merci. Il rischio di incidenti verrebbe minimizzato e anche l’ambiente ne beneficerebbe con una minore emissione di inquinanti. “Oggi la tecnologia ci permette di farlo, la società si sta muovendo in questa direzione. Se vogliamo cambiare la marina, questo è il momento di farlo” ha detto il vice presidente della Rolls Royce Oskar Levander.

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opo i droni di Amazon per la consegna direttamente al cliente degli ordini (dovrebbero prendere il volo nel 2018) e le macchine senza pilota di Google, il terzo elemento in cui ci muoviamo, l’acqua, sarà la nuova terra di conquista dei mezzi automatizzati. Gli ampi spazi del mare aperto contribuiscono alla minimizzazione del rischio di incidenti e i costi di equipaggio, la metà dei costi di gestione di una nave, verrebbero completamente cancellati. Anche nei porti la parte logistica va verso la riduzione di manodopera umana. I robot di Amazon ancora una volta hanno fatto da apripista in questo senso.

L’ Unione europea sta finanziando un progetto da 3,5 milioni di euro chiamato Unmanned Maritime Navigation attraverso Intelligence in progetto Networks. I ricercatori stanno ultimando i lavori di costruzione del prototipo per prove in mare al fine di valutarne costi e benfici. Si concluderà il prossimo anno. E la base operativa è Amburgo.

Certo rimane aperta tutta la questione normativa. E non sarà semplice riuscire a regolamentare un settore dove sono in gioco interessi altissimi oltre a centinaia di migliaia di posti di lavoro. Un aspetto non da poco, specie a qualche giorno dell’allarme lanciato da due professori di Oxford secondo i quali entro il 2025 il 40% dei posti di lavoro saranno sostituiti da robot.