Le startup del parcheggio: come risparmiare tempo e soldi

A Milano apre una piattaforma online per far incontrare automobilisti e proprietari di posti auto non usati. Un modello già affermato in Usa e Uk

parcheggiami

È l’incubo di chiunque abiti in un centro abitato. Cosa c’è di più stressante della ricerca del parcheggio? Quasi sempre si tratta di una lotta contro il tempo, gli spazi e gli altri automobilisti. Poco è stato fatto finora per rendere questa situazione (alcuni direbbero “questa piaga”, non senza ragione) più semplice. Per fortuna, cominciano a intravedersi tentativi d’innovazione. L’ultimo esempio italiano è a Milano. Lì è partito il 12 febbraio Parcheggiami, un servizio che, tramite prenotazione online, permette di posteggiare da privati che affittano il proprio posto auto o garage inutilizzato. Per rendere il parcheggio «“indolore” e poco costoso» (definizione del sito; dalla pagina Facebook abbiamo invece preso in prestito l’immagine del cammello).

Una sorta di airbnb per automobili. Chi vuole affittare inserisce descrizione e prezzo nel sito, gratuitamente. Chi è in cerca apre un profilo, sceglie tra le offerte e fa richiesta di prenotazione (prima di farlo, può anche scrivere in privato al proprietario dello spazio). L’accredito parte in caso di conferma. A uso finito, si lascia una recensione che influirà sulla reputazione del locatore. Il titolare di Parcheggiami è un ragazzo vicentino, Paolo Dal Lago. Ci lavora con un paio di colleghi. Paolo ha 31 anni e già altre due siti all’attivo: uno di prenotazione eventi e uno di comparazione per preventivi di servizi professionali. Ha reinvestito i soldi del primo nel secondo. E ora in Parcheggiami, incoraggiato dai pareri positivi rilevati mentre metteva su il progetto. Pare che anche le catene alberghiere siano molto interessate. L’attività per adesso si limita alla sola Milano. Ma non è escluso un allargamento ad altre città italiane.

Parkatmyhouse owner

All’estero, iniziative simili vanno avanti già da qualche anno. Lo stesso Dal Lago, su LinkedIn, cita l’inglese ParkatmyHouse e l’americana Parking Panda. Con 250 mila utenti, è ParkatmyHouse a pretendere il titolo di più grande mercato dei parcheggi al mondo. Dal Regno Unito si sta espandendo negli Stati Uniti: New York, Boston, Washington. ParkatMyhouse è spesso citato come esempio virtuoso di quella sharing economy. Secondo il fondatore Anthony Eskinazi (30 anni; lo vedete nella foto qui sopra) il vantaggio non è solo nella facilità con cui i locatori possono raggranellare un po’ di soldi, ma anche nella sensazione di sicurezza: “Un’auto parcheggiata fuori casa dà l’idea che dentro ci sia qualcuno”. Senza dimenticare il contributo ambientale: lo smog evitato smettendola di girare a vuoto. E per essere ancora più green, già due anni fa ParkatmyHouse ha fatto installare colonnine di ricarica elettrica nei vialetti d’accesso di alcune postazioni londinesi.

La concorrente Parking Panda la natura ce l’ha nel nome, ma i suoi punti di forza – lato utente – sono la qualità dell’app sui dispositivi mobile (rispetto alla prenotazione da pc ha il vantaggio del parcheggio in tempo reale), il servizio di assistenza e le grandi possibilità di risparmio. Sul risparmio punta molto anche Parcheggiami. Andrà altrettanto bene? Secondo Dal Lago, i milanesi hanno necessità di una piattaforma come la sua. Ciò dovrebbe bastare a vincere quella diffidenza che affondò Helloparking, esperimento americano che non riuscì a convincere i proprietari dei posti macchina a cedere a degli sconosciuti un bene tanto prezioso. Intanto, auguriamoci meno stress e meno smog per tutti.