AirPod: auto ad aria compressa

E’ un antico sogno degli ingegneri. Sarà prodotta in Sardegna. Promette 120 km con un pieno da 2 euro. Aria nuova o aria fritta?

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Quella di AirPod è una storia che abbraccia simbolicamente i quattro elementi. L’aria, quella compressa che muove il suo motore a zero emissioni. L’acqua del mare che bagna il porto di Cagliari, luogo di influenze e di incontri, come quello decisivo che un anno fa ha gettato le basi per la produzione della vettura a livello industriale. In terra sarda, proprio al centro della Sardegna, a Balotana. E il tentativo di ovviare al fuoco dei motori a scoppio tradizionali, con una meccanica che muove i pistoni non bruciando carburante, ma espandendo l’aria nei cilindri.

Questa quattro ruote dalle linee molto arrotondate è un prodotto altamente tecnologico. Modernissimo. Ma l’idea ha origini un po’ più in là negli anni. Già alla fine dell’Ottocento sui binari di Parigi girava il primo tram ad aria compressa. E nei primi anni del Novecento un’azienda angloamericana mise in strada un due cilindri in grado di percorrere cento miglia con un pieno di aria liquida. Ma i prototipi ebbero scarso successo. I progetti vennero abbandonati fino a quando negli anni Novanta un ingegnere francese piuttosto discusso nella comunità scientifica, Cyrill Guy Nègre, li riprese.

Anni di studi, di esperimenti, di successi e fallimenti. Poi la consacrazione al salone di Ginevra nel 2009, dopo un’accordo con Tata Motors che ne ha comprato la società e la tecnologia sviluppata.
Ma non tutte le riserve sulla meccanica di AirPod sono state sciolte. Diversi studi segnalano che le basse temperature a cui il motore di AirPod è costretto a lavorare, alla lunga gelano i componenti. Altri riscontrano nel principio stesso di motore ad aria compressa una palese violazione dei principi di termodinamica. La quantità di energia dispersa durante il ciclo dei pistoni è troppo elevata, e inoltre rimarrebbero irrisolti i problemi di stoccaggio di energia sotto forma di aria compressa. Al suo progetto ha dedicato un post anche il cacciatore di bufale Paolo Attivissimo, che stigmatizza i continui rinvii della realizzazione del progetto, che avrebbe dovuto essere in strada dal 2001.
La Air Mobility, il consorzio che produrrà la vettura in Sardegna, però si dice sicura che questa volta si fa sul serio. Che tutti i problemi tecnici sono stati superati con successo. I capannoni di Balotana sono già terminati e entro un anno la macchina sarà commercializzata. Questi gli accordi presi lo scorso anno a Cagliari tra management e Nègre.

Nove i modelli previsti. Da tre ai sei posti. Con motori solo ad aria compressa o ibridi a benzina, che comunque garantiranno una riduzione delle emissioni di 3 volte rispetto ad un motore tradizionale.
Ma cosa muove la meccanica di un motore ad aria compressa? L’energia la dà la pressione dell’aria nel serbatoio. Si ricarica sia in stazioni di rifornimento d’aria compressa (due minuti per un pieno) sia collegando l’auto alla presa di corrente. Airpod ha già un compressore al suo interno. E’ il cuore stesso del motore ideato da Nègre. Collegandolo alla presa può funzionare in maniera inversa. Aspira l’aria dall’esterno e la comprime nel serbatoio. Qui raggiungerà una pressione di 240 bar, necessaria a muovere i pistoni.

Tre ore il tempo di ricarica. Due euro per un pieno, che garantisce 120 km in media di autonomia. 7.000 euro il costo di una vettura. Velocità massima? 75 km/h.
Il motore usa l’aria per funzionare, vero, ma non per questo promette corse mozzafiato.